Negli ultimi 10 anni l’Italia ha perso 182mila laureati, di cui 29mila solo nell’ultimo anno: questo è ciò che emerge dal rapporto Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche della popolazione residente per il 2018 dell’Istat.

Nel 2018, infatti, più della metà dei cittadini italiani che si sono trasferiti all’estero (53%) è in possesso di un titolo di studio medio-alto: si tratta di circa 33mila diplomati e 29mila laureati.

Rispetto all’anno precedente le numerosità dei diplomati e laureati emigrati sono in aumento (rispettivamente +1% e +6%).

L’incremento è molto più consistente se si amplia lo spettro temporale: rispetto a cinque anni prima gli emigrati con titolo di studio medio-alto crescono del 45%.

Sono più le donne ad abbandonare l’Italia

Quasi 3 italiani su 4 trasferitisi all’estero hanno 25 anni o più: sono poco più di 84mila (72% del totale degli espatriati); di essi 27 mila (32%) sono in possesso di almeno la laurea.

In questa fascia d’età si riscontra una lieve differenza di genere: nel 2018 le italiane emigrate sono circa il 42% e di esse oltre il 35% è in possesso di almeno la laurea, mentre, tra gli italiani che espatriano (58%), la quota di laureati è pari al 30%.

Rispetto al 2009, l’aumento degli espatri di laureati è più evidente tra le donne (+10 punti percentuali) che tra gli uomini (+7%).

Tale incremento risente in parte dell’aumento contestuale dell’incidenza di donne laureate nella popolazione (dal 5,3% del 2008 al 7,5% del 2018).

Gran Bretagna il Paese preferito dai laureati italiani

L’altra faccia della medaglia è costituita dai rimpatri: nel 2018, considerando il rientro degli italiani di 25 anni e più con almeno la laurea (13 mila), la perdita netta (differenza tra rimpatri ed espatri) di popolazione «qualificata» è di 14 mila unità.

In generale, nel 2018 il Regno Unito continua ad accogliere la maggioranza degli italiani emigrati all’estero (21mila), seguono Germania (18mila), Francia (circa 14mila), Svizzera (quasi 10mila) e Spagna (7mila).

Tra i paesi extra-europei, le principali mete di destinazione sono Brasile, Stati Uniti, Australia e Canada (nel complesso 18 mila).

fonte: Corriere Economia