Quella di Stella Mattioli è senz’altro una bella storia.

Un po’ meno per l’Italia, vista l’ennesima fuga di una risorsa costretta ad emigrare per mancanza di lavoro.

Dal 2013, infatti, Stella è un’insegnante di Italiano all’università di Charlottesville, nello stato americano della Virginia.

La 35enne, laureata a Prato in organizzazione e gestione degli eventi dell’arte e dello spettacolo, ha avuto un passato da addetta nei call center e giornalista precaria.

Fino al 2011, quando una borsa di studio del Comune di Poggio a Caiano (gemellato con Charlottesville) le permise di attraversare l’oceano.

E da allora, la sua è vita è oggettivamente cambiata.

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La storia di Stella Mattioli: dal call center all’università

“Ero a Charlottesville – racconta in un’intervista al quotidiano La Nazione – per un corso di inglese e cultura americana e la professoressa Adrienne Ward mi parlò della possibilità di fare un Master in Italian Studies all’Università della Virginia”.

“Mi hanno accettato nel 2013, due anni di master e poi l’assunzione come insegnante con contratto annuale”.

“La difficoltà maggiore all’inizio è stata la lingua. Però è stata un’ottima occasione per imparare”.

“Per il cibo nessun problema: in Virginia ci sono piatti tipici a base di pesce e verdure, che apprezzo molto”.

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I consigli di Stella per lavorare negli Stati Uniti

“Negli Usa c’è più richiesta di lavori temporanei ma non si può entrare e cercare lavoro”.

“Bisogna farsi assumere in Italia ed è complicato: il mio consiglio è un master o un dottorato negli Stati Uniti (finanziato)“.

“Il visto studenti è più facile da ottenere: conseguire un titolo di studio permette di lavorare dove ci si trova”.