Alzino la mano tutti gli studenti fuori corso. Ah ok. Qualcuno in corso c’é?

La maggior parte degli studenti universitari si trova oggi a rimpolpare le fila di quella triste zona grigia nota ai più come “condizione dello studente fuori corso”.

Una domanda che sorge spontanea e che sono sicura vi sarete posti insistentemente mille volte è: sono davvero così stupido? In verità vi dico non lo siete affatto.

Cosa può accadere, dunque, durante una vita che sembra dover proseguire nel modo più lineare possibile, seguendo tutte le logiche che la nostra società impone, rispettando ogni ambizione, convalidando ogni speranza? Un’infinità di cose, credetemi.

Non avere la minima idea di cosa sia un metodo di studio, accorgersi durante il percorso accademico che hai completamente sbagliato nella scelta della facoltà, considerare l’alternativa di uscire e incontrare persone come oggettivamente più seducente di 900 pagine di un libro sulla riproduzione delle cavallette, avere una vita sociale, interrogarsi su quale sia il fine ultimo dell’esistenza umana, guardare tutte le serie televisive che il mondo conosce.

Perché sostanzialmente esistono fancazzisti che adorano ristagnare nelle acque putride del fuori corso il più a lungo possibile (essendo la condizione di mantenuto e nullafacente non proprio malvagia in confronto a quella in cui bisogna sbattersi non poco per raggiungere un obiettivo) e poi le menti brillanti dotate di una certa sensibilità e intelligenza, divorate dal senso di colpa ma incapaci di trovare una spiegazione al perché “tutto sia andato storto”.

Immagino già a quale categoria vi sentite di appartenere.

Ragazzi, rilassatevi.

Avete solo bisogno di una profonda iniezione di fiducia e di qualche considerazione puramente logica che non dovrà servire per giustificarvi nè per continuare a sollazzarvi tra una partita a poker e le repliche de “Il boss delle cerimonie”, quanto per farvi vedere le cose con più lucidità e spingervi a far meglio da adesso in avanti.

La vita è tua

Eh già. Benché vostra madre reclami un certo diritto di appartenenza, la verità è che potete disporre di voi stessi come meglio vi aggrada, il che implica prendere delle decisioni e fare scelte che dovranno riguardare voi e nessun altro.

Avete mai pensato che cambiare strada invece di intestardirvi sulla stessa senza risultati possa essere la soluzione migliore?

Avete paura di mollare la corda perché immaginate che il fondo del pozzo in cui siete finiti sia molto lontano, ma questo solo perché non riuscite a vederlo; in realtà non è così in basso come credete.

A volte mollare non è una resa, ma solo un atto di coraggio che potrà permettervi di afferrare di nuovo la corda e risalire, questa volta con successo.

La gente parlerà sempre

Fateci l’abitudine. Potreste avere il cervello di Einstein, vi troverebbero un difetto comunque. Tanto vale fare quello che vi fa star bene.

A dovervi svegliare al mattino per svolgere una professione che non vi piace dovrete essere voi, nessuno lo farà al posto vostro.

Si impara più dalla vita che dall’università

Non vuole essere un invito a non intraprendere il percorso universitario. La cultura è l’unica cosa che rende davvero liberi.

Ma potrebbe capitare che, finita l’università, vi pervada la sensazione di non aver imparato nulla di effettivamente utile; vi sentirete più capre di quanto lo eravate appena avete iniziato, per capirci.

Si, perché la maggior parte di quello di cui avrete bisogno per sopravvivere lo imparerete sul campo, facendo esperienza.

Piuttosto siate curiosi, documentatevi sempre e continuate  a leggere, magari cose che vi interessano, per il bisogno di arricchire la vostra formazione, e non per ripetere ad un docente il giorno dell’esame nozioni imparate a memoria.

Ogni giorno è un nuovo inizio

Siete ossessionati dal tempo che passa e dal fatto che ancora non abbiate nulla di significativo in mano. Ok, facciamo un gioco. Quanta vita pensate di esservi lasciati alle spalle?

Poniamo che l’aspettativa di vita di un italiano medio sia di circa 80 anni (oggi anche di più). In 24 ore ci sono 1440 minuti. Se dividete i minuti per 80, otterrete 18 minuti per anno. Una volta stabilito che 1 anno corrisponde a 18 minuti, provate a scoprire qual è la vostra posizione esatta sull’orologio della vita.

Ad esempio, se sei un ventiquattrenne per te sono solo le h 7.12 del mattino. Se sei un ventinovenne le h 8.42. Mi sembra che abbiate ancora l’intera  giornata davanti! Tutto il tempo necessario per provare a cambiare le cose che non vanno.

No, non sei stupido

Ed ecco infine l’atroce dubbio che ha dilaniato lo studente fuori corso almeno una volta durante il suo percorso universitario. No, non lo siete. Probabilmente avete solo sbagliato qualcosa. Allora non dovete far altro che cercare cosa sia e ripartire diversamente.

In fondo ognuno di noi ha un talento, una specificità che ci rende unici rispetto ad un’altra persona. Quindi, la prossima volta che vi chiederete se siete stupidi rispondetevi che forse siete destinati a qualcosa di più grande.. oppure che non c’avete voglia di fare un cazzo.