Quanti studenti studiano fuori sede in Italia? Quasi uno su tre… e sono in aumento!

Questi sono i numeri che emergono dall’ultimo studio dell’Osservatorio Talents Venture, e c’è anche altro!

Se infatti solamente il 20% degli studenti residenti nel Centro Italia ed il 22% nel Nord Italia decide di andare a studiare fuori regione, la maggior parte dei fuori sede vengono dal Sud Italia.

Infatti, ben il 32% (1 studente su 3) tra i ragazzi provenienti dal Sud e Isole frequenta l’università lontano dalla propria Regione.

Tra le regioni del Sud che sperimentano di più l’abbandono dei propri territori ci sono la Basilicata (ben 7 studenti su 10 vanno fuori sede!), seguita da Molise, Calabria e Puglia.

Dove vanno gli studenti fuori sede?

Quali sono le regioni che importano più iscritti?

Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna accolgono da sole la metà degli studenti universitari (50%) che decidono di cambiare regione per studiare.

Guardando invece ai singoli atenei che assorbono la maggior parte degli studenti fuori sede, primeggia la “Statale” di Bologna che accoglie quasi il 5% di tutti gli studenti fuori sede Italiani. Con largo distacco seguono l’università “La Sapienza” di Roma (2,43%) e il Politecnico di Milano (2,22%).

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Perché si va a studiare fuori sede?

Chiedendo a qualsiasi studente fuori sede perché vada a studiare lontano da casa propria, le risposte sono abbastanza ricorrenti… e facilmente immaginabili!

Secondo Almalaurea, ad un anno dalla laurea magistrale, sei studenti su dieci laureati negli atenei del Sud e Isole hanno un’occupazione… mentre al Nord sono ben otto su dieci!

Anche dal punto di vista degli stipendi, uno studente laureato in un ateneo del Sud e Isole guadagna in media € 975, contro i € 1.070 dei colleghi laureati nel Centro e € 1.163 per quelli provenienti dalle università del Nord. Le differenze sono poi ancora maggiori se si guarda ad alcuni gruppi di laurea!

L’eccezione della Federico II e del Politecnico di Bari

Una nota positiva per gli atenei del Sud viene però dalla Federico II e dal Politecnico di Bari.

Queste due università, per Ingegneria elettronica e Informatica, fanno registrare dei tassi di occupazione elevatissimi attorno al 95%, superiori alla maggior parte di tutte le università italiane che offrono un corso di laurea magistrale in Ingegneria elettronica e dell’informazione.

Fonti
Anagrafe degli Studenti.

Consorzio Interuniversitario Almalaurea, 2018. Condizione occupazionale dei laureati: XX Indagine 2018.
Istat