Anche se il ruolo dell’insegnante nasce dall’esigenza di istruire degli studenti, e non esisterebbe senza di essi, c’è sempre chi sembra dimenticarsi del nobile scopo della propria professione, riducendolo al solo diritto e dovere di essere unici giudici, senza replica, alla fine del percorso.

Ci sono quei docenti che spiegano cercando di farti capire: svolgendo la loro lezione, stimolando la tua curiosità e rendendosi disponibili a qualsiasi chiarimento e richiesta.

Ma non solo, c’è anche chi rientra nella categoria dello “spiego e dopo un’ora e cinquantanove minuti si va a casa”; unici testimoni rimangono i seguaci del corso, che arrancano diventando tutt’uno col libro di testo, oggetto indispensabile per la prosecuzione della loro carriera.

Lo studente gioca in casa per la prima volta

L’inversione dei ruoli si ha nel 2020, quando per la prima volta è lo studente a giocare in casa.

Quando è un’epidemia a costringerti dietro uno schermo e a risucchiarti nel meccanismo della rete, ogni frase pronunciata può essere oggetto di critica, polemica, in quanto prova schiacciante, potenzialmente visibile a chiunque.

Si diviene oggetto di valutazione dall’implacabile giudizio del popolo del web. L’eccezione non esiste più, tutto si uniforma, tutto si compatta.

La modalità impone a tutti ad impartire lezioni chiare, correlate da appunti precisi, perché la vastissima visibilità sulla piattaforma di studio li sottopone, a loro volta, ad un’analisi innegabile, oggettiva, non lasciando spazio ad errori.

Per i professori appartenenti alla seconda categoria devo dire che è migliorata la forma e di conseguenza le loro materie arrivano meglio, sono di gran lunga più comprensibili per noi studenti.

Se questo è vero, è tangibile anche il contrario? Quei professori che ti conquistano con la loro empatia e preparazione, che riescono a farti studiare la loro materia senza doverla “subire”, vengono sicuramente penalizzati dall’apparire solo formalmente davanti ad uno schermo, e questo è un po’ il rovescio della medaglia.

C’è quindi chi perde e chi ci guadagna nel porsi sullo stesso piano e alla fine per noi, che dobbiamo solo avere gli strumenti necessari per studiare, non è poi così male. Molto si può ancora fare per migliorare, senza ombra di dubbio, ma se sappiamo cogliere gli aspetti positivi ci possiamo attivare tutti e volgerli a nostro favore.