ATTENZIONE: Questo articolo fa parte di una serie interamente curata da Nicola Guarino e Attilio Cordaro, autori del libro Come Laurearsi Velocemente e con Voti Alti (disponibile su Amazon), quindi continua a seguire i prossimi articoli pubblicati ogni lunedì.

Era settembre 2010 quando entrambi mettevamo piede per la prima volta all’interno di un’aula universitaria.

Dentro i nostri cuori batteva la voglia di scoprire un mondo totalmente nuovo, mista ad una paura fottuta se saremmo stati all’altezza di affrontarlo oppure no.

Sì, perché non lo sfidavamo da semplici studenti, ma da studenti lavoratori

Avevamo deciso di conciliare studio, lavoro e vita privata, andando contro tutti coloro che avevano cercato di dissuaderci nei mesi precedenti a fare quella scelta.

Amici, parenti e genitori iniziarono ad alzare intorno a noi un polverone di critiche, che ci portammo dietro da quando avevamo detto a tutti quali erano le nostre intenzioni:

“Ma perché vuoi lavorare e studiare?
Non lo capisci che rischi di fare entrambe le cose male e di rovinare per sempre il tuo futuro?

Ma come pensi di poterlo fare?
E’ davvero difficile, e pochissimi ci riescono!

Il tuo lavoro è lo studio, STOP! Dedicati a questo, e fallo bene!”

A causa di queste parole, la paura si era iniziata a fare strada dentro di noi, come è inevitabile che sia quando anche le persone a cui vuoi bene ti mettono terrorismo psicologico.

Anche se noi rimanevamo fermi nelle nostre scelte e non avevamo pensato di ritrattare nemmeno per un secondo.

Tutto quindi iniziò così: con la determinazione di due giovani quasi ventenni usciti dal liceo che si preparavano a mettere mani a libri e appunti universitari, mentre il pomeriggio andavano a chiudersi all’interno di un call center – dove si erano conosciuti – provando a vendere promozioni telefoniche.

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Solo che presto ci accorgemmo di una cosa

Che il pensiero negativo sul lavorare e studiare contemporaneamente che avevano i nostri genitori, amici e parenti era nulla rispetto al pensiero che avevamo tantissimi altri studenti NON lavoratori e, addirittura, molti professori universitari sugli studenti lavoratori.

In pratica, ci accorgemmo che chi lavora e studia è visto molto male all’Università.

Come “studenti di serie B” che hanno preso sotto gamba l’Università.

Persone arroganti che credono addirittura di poter lavorare e studiare contemporaneamente, quando addirittura chi studia soltanto ha spesso grandi difficoltà nel preparare esami e passarli.

Come nullafacenti, gente bistrattata che non ha capito come funziona la vita.

Dopo i primi esami, questa nostra intuizione fu presto confermata.

Ad Attilio – che frequentava la Facoltà di Giurisprudenza – capitò di dire alla commissione durante uno dei primi esami, che non aveva potuto seguire tutte le lezioni perché lavorava.

E il professore esordì con una frase, che lo lasciò di ghiaccio e senza la possibilità di dire una parola…

“Chi studia e lavora non ha capito che l’Università è una cosa seria, un percorso impegnativo che solo chi prende seriamente può portare a termine con voti alti e al meglio. Lei mi sembra una persona intelligente e preparata, ma è evidente che deve rivalutare le sue priorità, perché se continuerà così la vedo molto male per il suo futuro da studente…”

Parole che colpirono Attilio dritte al cuore, come bombe che fu troppo lento per evitare.

Tornando a casa, promise a sé stesso e al mondo intero che sarebbe riuscito a laurearsi velocemente e con voti alti da studente lavoratore, e che avrebbe zittito tutti dimostrando che conciliare studio, lavoro e vita privata è assolutamente possibile.

Nicola, parallelamente, viveva situazioni molto simili ad Economia, ed entrambi ci raccontavamo il pomeriggio cosa ci accadeva, quando ci vedevamo al lavoro, sfogandoci l’un l’altro.

Fu un percorso per entrambi molto complesso, fatto di cadute, sacrifici, rinunce, che ci fecero sentire spesso soli, emarginati, diversi.

Ma questo non ci ha fermati.

E alla fine siamo riusciti a laurearci con 110 e lode in Giurisprudenza (Attilio) e 105 in Economia e Amministrazione Aziendale (Nicola) avendo lavorato e studiato per tutta la durata del nostro percorso universitario, e avendo svolto lavori anche molto impegnativi e full time.

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Fu una vittoria personale che ci insegnò molto, che ci fece capire una cosa che se studi e lavori ti salverà dai guai, perché lo ha fatto con entrambi

Nella tua vita, devi distinguere le idee dai consigli.

La gente spesso si forma certe idee sulle cose, totalmente sbagliate, e consiglia gli altri su come loro devono comportarsi e stare al mondo in base a quelle idee.

Non si pone il problema di controllare la fonte, cioè perché ha determinate idee sulle cose.

No.

Quelle idee diventano verità, e quindi possono dare consigli agli altri.

E spesso, il consiglio si traduce in “Non agire”, “Stai sbagliando”, “Ti farai male”, “Evita di…”.

Notato qualcosa?

Esatto, sono consigli che rifiutano il cambiamento.

Le persone diranno a te di NON fare cose che non sono in grado di fare.

Non per mancanza di capacità o intelligenza.

Ma semplicemente perché hanno avuto in passato o hanno attualmente paura di farla.

Solo che la paura è diventato il loro standard, il loro criterio con cui prendono le decisioni.

Che non può essere il tuo.

E’ per questo che vogliamo fare un appello a tutti gli studenti lavoratori, compreso te

Non lasciarti influenzare dalle paure degli altri.

Non decidere cosa NON fare in base a consigli che in realtà sono opinioni.

Ma chiedi solo a chi ha già fatto, chiedi a chi ha ottenuto risultati come ha fatto ad averli.

Perché se in Italia ci fosse anche un solo studente lavoratore che è riuscito a conciliare studio, lavoro e vita privata laureandosi velocemente e con voti alti – e qui ne hai già due che ci sono riusciti e che ti stanno parlando – allora significa che farlo non è impossibile, e che gli altri che te lo sconsigliavano si sbagliano.

Semplicemente, devi capire come fare.

Devi imparare gli strumenti e le abilità che ti permetteranno di lavorare e studiare contemporaneamente.

Le stesse che io e Nicola insegniamo all’interno del Sistema Laurearsi Lavorando, e cioè il Primo sistema in Italia progettato per conciliare studio, lavoro e vita privata, e che sta già aiutando tantissimi studenti lavoratori a lasciarsi alle spalle definitivamente le difficoltà che hanno avuto in passato nello studio e nella vita e a ottenere risultati universitari che finora hanno sempre e solo potuto ottenere.

Per oggi è tutto, ciao e alla prossima!

Ad un futuro degno degli enormi sacrifici che stai facendo

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