Chi più, chi meno, ma tutti gli studenti universitari soffrono di insonnia o hanno disturbi del sonno: per lezioni, esami, verifiche o semplicemente perché troppo ansiosi.

Ma vi siete mai chiesti come riconoscere il disturbo e, successivamente, provare a curarlo?

Per dare qualche numero, in Italia sono 9 milioni le persone che ne soffrono.

Si tratta di un disturbo serio, troppe volte sottovalutato, con possibili ripercussioni importanti sia sulla salute, sia sulla vita di tutti i giorni.

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Giovani e studenti i più colpiti dall’insonnia

Giovani e studenti universitari sono i più colpiti, secondo uno studio del 2017 pubblicato su Journal of Pain Research, dall’insonnia.

Su 2443 studenti universitari (tedeschi, però), circa il 37% aveva problemi di insonnia.

Numeri confermati anche nel resto del mondo.

Ovviamente, è risaputo che ansia e stress sono i migliori colleghi degli studenti universitari. Ma sapreste distinguere uno stress temporaneo da una patologia?

Anche perché c’è molta differenza tra l’ansia per un particolare evento e quella persistente per lunghi periodi.

La prima, infatti, si chiama insonnia acuta (che può durare da una settimana a un mese); la seconda, invece, insonnia cronica.

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Come far fuori l’insonnia?

Un metodo per capire se si tratta di una vera e propria patologia o di un disturbo temporaneo è quello di dormire bene.

Dormire bene, infatti, aiuta a concentrarsi e a ricordare meglio le cose.

Un altro consiglio è quello di provare a non studiare fino a notte fonda, con la convinzione di apprendere tutto all’ultimo: quasi mai funziona realmente.

I medici consigliano che il numero minimo di ore di sonno, per riuscire a svegliarsi riposati, è di 7 ore per notte.

Quindi, ragazzi, organizzatevi in maniera tale da evitare le lunghe sessioni notturne di studio e, perlomeno quando avete impegni, non dormire 3 ore!