Il termometro a Milano è finalmente schizzato alle stelle e in questo momento nella città meneghina ci sono 26 gradi.

Inutile dire che al sud è già pienamente estate e la colonnina è esplosa con 35 gradi centigradi, tanto che qualcuno ha inaugurato la stagione dei bagni al mare.

Tanti sono i segnali tipici del caldo dirompente e improvviso:

1) La gente inizia a diventare seriamente intollerante ai luoghi affollati e ai mezzi di trasporto e a perdere quel già modesto spirito di adattamento alla vita comunitaria, in poche parole tutti iniziano ad essere più schizzati e cafoni del solito.

2) Inerente al punto precedente le tre seguenti professioni iniziano a maturare un profondo spirito omicida: commesse, autotranvieri, operai in strada.

3) Su tram, autobus, metro iniziano a sentirsi olezzi che ricordano un buffet con pizza alla cipolla e un piatto assortito di formaggi stagionati. Non che in inverno si senta odore di mughetto e gelsomino, ma in estate è tremendamente peggio.

4) In metro il caldo è sconfitto da un freddo disarmante, se in borsa non hai una giacca a vento Colmar, preparati ad un’imminente polmonite.

5) L’asfalto inizia a fondersi al sole e camminare con i tacchi ricorda una sfilata sul pongo. Le pollicine metropolitane e fashioniste decorano così il suolo con una sfilza di buchini.

6) Si iniziano a vedere le file davanti alle gelaterie. Grom, sito a pochi metri dalla Scala, ne sfoggia una che parte poco prima dell’incrocio tra piazza Duomo e via Dante.

7) Di conseguenza iniziano a svuotarsi tutti i bar e i locali che non dispongono di un’ampia metratura o di una areazione condizionata o di un parterre di tavolini en plein air.

8) Di sera iniziano a vedersi fiumane di gente in ogni dove, soprattutto nei luoghi di aggregazione per eccellenza della Milano by night. Il bello del caldo è che sorseggiare un mojito mentre le zanzare ti sbranano le caviglie e i fiocchi di polline si insinuano in ogni orefizio della tua persona, diventa un’esperienza mistica.

9) Si inizia a vedere in giro tutto il repertorio dell’oscenità del corpo umano in tutte le sue agghiaccianti fogge e sfaccettature. Via a carrellate di grasso strabordante, distese di cellulite e peli, piedi da guinness dell’orrore e difetti epidermici che neanche in Body Bizarre hai ancora visto. Per stomaci di ferro only.

10) La gente staziona più tempo del solito nei freschi ambienti dei negozi, incrementando così le vendite e le tasche delle multinazionali.

11) Studiare inizia a diventare un’atroce tortura che Torquemada in confronto è Nonna Papera. Se studi in Statale passi il pomeriggio abbracciato ad una colonna di tufo della freschissima biblioteca centrale.

12) “Peli irti sfuggono all’occhio poco attento di lamette e cerette (che te accorgi solo quando accavalli le gambe per fare la figa), i colori dei muri sulle cosce, preferire la morte precoce nei pantaloni lunghi piuttosto che arrendersi ad un inverno irrecuperabile di birra e nutella, creme effetto abbronzatura che non funzionano, che solo di sera (che al buio la cellulite si vede meno)” cit. Sara Petrullo.