Si dà il caso che qui in Romania vi sia colei che viene classificata come la “migliore strada del mondo”, che reca il nome di Transfagarsan.

Sebbene sia abbastanza certo che tale classifica possa essere puramente soggettiva e criticabile sono altrettanto sicuro che tale appellativo mi obblighi, in quanto amante della guida e delle strade montane, a percorrere tale tratta a qualsiasi costo.

Ma ovviamente una facile ed allegra scampagnata non può rivelarsi.

Già perché la brillante idea di viaggiare durante l’inverno (grazie Francesco) comporta diversi problemi logistici, uno tra tutti il fatto che durante questa stagione saltuariamente capiti cadere una sostanza fredda, bianca e scivolosa che ha il brutto vizio di accumularsi su questi adorabili passi montani.

Va da se che, per evitare spese e rischi inutili, molte nazioni ricorrano a blocchi della circolazione su tali strade.

Ovviamente questo caso non fa eccezione.

Fortuna vuole che una vecchia e lenta cabinovia conduca eventuali passeggeri in cima alla montagna durante tale stagione.

Ancora una volta però ciò che appare facile non risulta poi esserlo in definitiva.

Tentativo numero uno

Ignaro di tutto decido che è arrivato il momento di visitare questo posto magnifico, prendo la macchina e mi reco nel luogo indicato dal supremo dio dell’informazione, Google.

Arrivato trovo ad aspettarmi il nulla assoluto.

Esploro la struttura apparentemente deserta e trovo un paio di anime che hanno l’aria di lavorare lì.

Coincidenza vuole che uno parli inglese.

Chiedo se posso salire, mi dice che oggi la funicolare non funziona perchè c’è vento ed è pericoloso.

Aggiunge poi che in ogni caso fuori dai 3 orari prestabiliti (9:30, 12, 16:30) occorrono 10 persone minimo perché venga attivata e io, a conti fatti, pur includendo l’inutile bipede qui dietro, arrivo ad un totale di una unità.

Primo approccio fallito, si torna domani per le 9:30.

Secondo tentativo

Per essere in loco alle ore 9 circa è necessaria una drastica sveglia alle 7 del mattino poiché occorre aggiungere alla preparazione anche un’ora di viaggio.

Dopo una rapida colazione si parte.

Il cielo è grigio, l’orizzonte oscurato dalla nebbia e tutti i segni indicano che sarebbe intelligente tornare indietro ma, alla stregua del più illustre terrapiattista, decido di negare alla ragione ogni possibilità di intromettersi e modificare le mie azioni.

Arrivo al campo base, salgo le scale, incontro il sorpreso lavoratore e gli chiedo se quest’oggi mi porteranno su alle 9:30.

Lo vedo titubare.

É evidente che non vuole perché sono le 9:15 e la cabinovia è appena rientrata da quello che dovrebbe essere il giro delle 9:30 che porta su gli addetti alla stessa.

Mi dice che occorrono 4 persone.

Mente spudoratamente.

Siamo in 2 oggi e il tizio li presente ventila l’ipotesi di pagare doppio e andare su lo stesso.

Fattibile tutto sommato.

L’occlusione mentale del complottista svanisce il tempo necessario per riflettere che con tale clima non ha molto senso effettivamente.

 Chiedo la visibilità in cima e il tizio dice nebbissimissima.

Probabilmente mente (la nebbia tende ad accumularsi solo per un breve range di altitudine solitamente) ma meglio non rischiare.

Tentativo 2 fallito, si va per un paio di giorni a Timisoara e Oradea che, purtroppo, anche a causa del brutto tempo hanno davvero poco da raccontare.

Tentativo tre

Torno a Sibiu (una delle città più grosse e convenienti per alloggiare in zona) e mi preparo ancora per l’ennesimo tentativo.

Sveglia alle 8 (vada come vada almeno sarò riposato), guardo fuori dalla finestra, il cielo è grigio, mi giro di lato e torno a dormire.

Tentativo quattro

Sveglia alle 8 guardo fuori e vedo un bel cielo blu.

Oggi sono determinato, se la cabinovia non funziona vado su a piedi, sono 13 km sola andata e già qui il termometro segna un gradevole -11.

Il mio zaino ha solo indumenti per un fresco autunno.

Arrivo ancora una volta alla base laddove tizio, che a questo punto conosce talmente bene il mio volto da poter fare un ritratto senza guardarmi, mi dice che oggi funziona ma mancano 2 ore al prossimo giro, se si dovesse alzare il vento sarei fregato.

Ovviamente sono solo.

Chiedo cosa ne pensa della mia idea di andare a piedi.

Dice che è lunga e potrei incontrare qualche orso ma è fattibile.

Mi chiedo quanto potrei trovare piacevole la compagnia di un orso durante il percorso.

Questo in ogni caso sarà il mio ultimo tentativo.

Mentre ancora rifletto arrivano 4 persone, ne mancano 5 per andare su subito.

Dopo altri 5 minuti siamo in 11, si va.

Arrivo in cima, qui siamo a 20 rinfrescanti gradi sotto lo zero.

Il mio abbigliamento è adatto alle Maldive, forse.

Dopo un paio di foto fatte scarpinando nella neve che supera la caviglia e mi entra nelle sneakers torno alla cabinovia pronto per scendere.

È stato bello ma poco godibile per il clima.

Durante la discesa mi chiedo ancora una volta se avessi fatto meglio a salire a piedi.

Mi rispondo con un “no” scarno di dubbi.

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