ATTENZIONE: Questo articolo fa parte di una serie interamente curata da Nicola Guarino e Attilio Cordaro, autori del libro Come Laurearsi Velocemente e con Voti Alti (disponibile su Amazon), quindi continua a seguire i prossimi articoli pubblicati ogni lunedì.

Oggi vogliamo dedicare un articolo a tutti quegli studenti che stanno per iniziare l’Università ma non hanno mai frequentato prima d’ora questo mondo.

Devi sapere che come è successo a noi, è molto probabile che anche tu abbia – non per colpa tua – una visione distorta di cosa ti attende all’Università.

Una visione, che se la mantieni rischierà di farti cadere in 7 malefiche trappole in cui noi stessi siamo caduti, che hanno rischiato di compromettere il nostro percorso universitario per sempre.

Ma…

…oggi è il tuo giorno fortunato!

Siamo qui per dirci ciò che avremmo voluto sentirci dire quando stavamo per iniziare l’Università.

E lo faremo rivelandoti come evitare ognuna di queste trappole e correre veloce verso il tuo traguardo che è la laurea, fin da subito.

In particolare, nell’articolo di questa settimana vedremo le prime 2 delle 7 trappole da cui devi metterti in guardia, mentre le prossime le affronteremo nell’articolo della prossima settimana.

Seguici!

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Trappola n°1 – Molte lezioni all’Università NON vanno seguite

Se provieni dalla scuola superiore, è molto probabile che tu sia portato a pensare che ogni singola lezione universitaria vada seguita.

E questo perché?

Perché è così che facevi quando eri ancora uno studente di scuola superiore.

I professori, la scuola, ti obbligavano a essere fisicamente presente in aula insieme ai tuoi compagni, a seguire la spiegazione e le interrogazioni degli altri.

E non potevi mancare.

Perché oggi un’assenza, domani un’altra, rischiavi addirittura di essere bocciato perché non andavi a scuola.

Questo, quindi, ha instillato nella tua mente non solo l’idea che devi andare a lezione, ma anche che andarci è un atto importante.

Ora, se questa è la tua mentalità anche all’Università, rischi di farti molto male.

Perché se da un lato ci sono corsi che vanno assolutamente seguiti dato che il professore fa degli approfondimenti, degli esempi, spiega dei concetti e delle teorie che pretende di sapere agli esami, dall’altro ci sono lezioni che sono una totale perdita di tempo.

E sono quelle in cui il professore si siede, apre un libro – lo stesso che magari consiglia nella scheda di trasparenza o altrove – e inizia a leggere, “commentando” – in altre parole, ripetendo ciò che ha letto cercando di far capire che sta aggiungendo del suo – ciò che c’è spiegato.

Ora, il problema dove sta?

Che lui in 2 ore di lezione legge 15 pagine, che se tu ti fossi studiato da solo ci avresti messo 3 quarti d’ora per leggerle.

Cioè, meno della metà.

E se moltiplichi il tempo sprecato per ogni singola lezione, e ci sommi il tempo di andare e tornare dall’Università e la stanchezza che provi poi per cercare di rimetterti sui libri quando torni, capisci bene che si tratta di ore e ore e ore tolte allo studio della materia e alla preparazione della materia.

Materia che, ti ripetiamo, avresti potuto studiare benissimo dal libro, dato che il professore si basa su quello per spiegare.

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Fiù!

Tira un respiro di sollievo: primo pericolo scampato.

Ma andiamo alla seconda trappola in cui rischi di cadere.

Trappola n° 2 – I professori ti raccomanderanno libri di testo che NON ti verranno chiesti agli esami

Eh sì.

Sembra un’assurdità, ma funziona precisamente così.

Accade molto spesso che i professori consigliano libri ai loro studenti, inserendoli anche nelle schede di trasparenza che gli mettono a disposizione, che NON gli verranno mai chiesti agli esami.

Se non sai questo, rischi di arrivare all’esame convinto che quello che hai studiato dal libro è quello che ti verrà chiesto.

E che succede?

Che il professore ti chiede, al contrario, ciò che ha spiegato a lezione.

E quello che fai è prendere un voto molto più basso di quello che ti eri immaginato o, peggio, essere rimandato, rimanere con l’amaro in bocca, aver perso mesi e mesi dietro la materia e quel cazzo di libro, dovendo ristudiare tutto per il prossimo appello – sempre che ce ne sia uno a qualche settimana di distanza e non devi passare direttamente alla prossima lezione e sempre che tu ce la faccia a riprepararlo.

Probabilmente ti starai chiedendo:

“Sì, ma che interesse ha il professore a consigliare un libro che non chiede all’esame?”

Che il libro l’ha scritto lui o qualcuno a lui molto vicino.

E che se non lo consiglia ad ogni ciclo di lezioni che tiene, quel libro non si venderà mai.

E questo perché si tratta di libri che non hanno mercato al di fuori degli ambienti universitari.

Quello di consigliarlo è un modo per venderlo.

Altrimenti, rimane sugli scaffali delle librerie e Amen, non lo compra nessuno.

Mentre così, ad ogni ciclo di lezioni lui ha 20, 30, 100, 200 potenziali acquirenti pronti a pagarlo SE e solo se lui fa capire che è necessario/importante appropriarsene per la preparazione della materia.

Tranne per il fatto di non chiederlo assolutamente all’esame.

Bella fregatura, vero?

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Trappola n° 3 – Troverai docenti che ti guarderanno con estrema diffidenza

Sei uscito dalle scuole superiori lasciandoti alle spalle insegnanti con cui avevi creato, con chi più con chi meno, un rapporto di rispetto e fiducia reciproca.

Persone che potevano benissimo essere le “riproduzioni scolastiche” di tua mamma o di tuo papà.

Gente che ti ha lasciato un ricordo di amicizia e affetto che ti porterai indelebilmente e forse per il resto della tua vita, raccontandolo ai tuoi figli.

E questo è possibile ti abbia fatto pensare che è possibile creare rapporti del genere anche con i docenti universitari.

Tutto bellissimo, tranne che devi sapere una cosa.

Che il docente universitario guarda con estrema diffidenza gli studenti universitari.

E il motivo sta nel fatto che nel corso degli anni si è trovato ad avere a che fare, agli esami specialmente, con gente che ha cercato di approfittarsi di lui e della sua benevolenza e comprensione, presentandosi senza sapere nulla della materia per strappargli il 18 e il calcio nel culo.

Un vero e proprio atteggiamento di sfida che fai così oggi, fai così domani, ad un certo punto ha portato i docenti a innalzare un muro di diffidenza davanti a sè apparentemente impenetrabile per evitare che la loro autorevolezza in quanto docenti venga messa in discussione da gente che vuole prenderli in giro.

E così, siamo arrivati al distacco che viviamo oggi.

E’ chiaro che se tu entri in contatto con un docente magari anche per la prima volta agli esami e non sai questo, rischi di fare qualcosa che nella tua mente serve a creare un minimo di rapporto, ma che lui vivrà come “questo è l’ennesimo studente universitario che cerca di prendermi per il culo!”.

Cosa che lo indisporrà, lo farà mettere di traverso, e lo porterà a metterti un voto più basso di quello che ti aspettavi, o a rimandarti del tutto.

Vita vissuta sulla nostra stessa pelle.

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Conclusione

Abbiamo visto insieme le prime 3 Trappole da evitare se stai per iniziare l’Università o hai intenzione di farlo.

Ma non finisce assolutamente qui!

Nell’articolo della prossima settimana continueremo la nostra carrellata e andremo avanti nell’analisi delle cose da cui devi fare molta attenzione.

Per oggi è tutto, ciao e alla prossima!

Ad un futuro degno degli enormi sacrifici che stai facendo