Si è risolto solo da alcuni mesi il mistero delle mummie dell’Università di Torino, una trentina di salme imbalsamate di epoca egizia e due precolombiane.

Sono comparse dopo anni in uno scantinato dell’ateneo che ospita i reperti del museo di Antropologia ed Etnografia, nel palazzo del San Giovanni Vecchio.

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Le mummie dell’università di Torino

Rappresentano un patrimonio inestimabile che l’ateneo punta a valorizzare, che è stato frutto di un’ispezione della soprintendenza.

Quando il gruppo di lavoro che sta esaminando tutti i reperti egizi in Piemonte ha visitato la sede del museo, le ha trovate in cima ad alcuni armadi.

Una era addirittura nella cassa originale in cui gli archeologi italiani l’avevano chiusa per farle attraversare il Mediterraneo.

“Sono emerse durante un’ispezione nei depositi dove erano alloggiate”, racconta Enrico Pasini, professore e presidente del Sistema museale di Unito.

“Si trovano in una condizione precaria, per questo abbiamo creato un progetto di ricovero in un locale adeguato e affidato la pulitura al centro di Venaria in collaborazione con Cinzia Oliva”.

Tra le mummie del mistero, però, una risalirebbe addirittura al neolitico egiziano: “Si tratta di una delle mummie più antiche presenti in Europa – spiega Rosa Boano, ricercatrice in Antropologia e responsabile del progetto sulle mummie ritrovate.

“La nostra è una collezione importante sia per quanto riguarda gli spunti di ricerca, sia per la futura esposizione al museo”.

Le mummie sono rimaste negli scantinati del palazzo del San Giovanni Vecchio almeno dagli anni Sessanta.

Alcune sono già state anche restaurate, ma sono una collezione davvero importante perché coprono l’intera storia dell’Egitto.

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