Senza girarci intorno, Milano è la città più cara d’Italia per quanto riguarda la vita degli studenti universitari fuorisede.

Nella città meneghina, su un totale di 200mila studenti universitari, infatti, ben 65mila sono provenienti da altre parti d’Italia.

Secondo uno studio di Immobiliare.it, per una camera singola si chiedono mediamente 573 euro (con un bel +6% rispetto al 2018). Per un posto in camera doppia, invece, la media è di 372 euro al mese (anche in questo caso primato nazionale).

Universitari a Milano tra affitti, residenze piene e studenti esclusi

La soluzione delle residenze universitarie, considerando le loro tariffe agevolate, diventa sempre più frequente, ma per tanti non risolutiva.

Questo perché tanti ragazzi, con o senza borsa di studio, rimarranno esclusi dalle graduatorie e dovranno rivolgersi al mercato privato cittadino.

Gli atenei sono a conoscenza di questa situazione e stanno correndo ai ripari: il Consiglio di amministrazione dell’Università degli Studi di Milano – dove il 20% degli iscritti è rappresentato da fuorisede – ha approvato un piano organico di sviluppo per le residenze che porterà i posti letto da 775 a 1.075 entro il 2023: 919 sono quelli disponibili per l’anno accademico 2019/2020.

Lo scorso anno delle 1.099 domande inserite in graduatoria per il diritto allo studio rimasero esclusi 368 studenti che pure avevano i titoli.

Chi riesce ad entrare in graduatoria ha diritto a un posto alloggio di 2.750 euro l’anno, pari a 250 euro al mese (per 11 mesi).

I posti ancora disponibili vengono invece offerti a una tariffa annua unica di 3.850 euro (350 al mese) agli studenti che, pur avendo i requisiti di merito, non rispondono a quelli di reddito richiesti dal diritto allo studio.

In Bicocca, chi possiede i requisiti di merito ed economico richiesti per la borsa di studio paga 250 euro al mese. Prezzo che cresce a 412 per chi non ha borsa di studio e alloggia in foresteria.

In Bocconi – dove i posti disponibili sono 2.067, in otto residenze – per i pensionati a tariffa ridotta sui va da un minimo 315 euro al mese ad un massimo di 560.

Gli iscritti alla Cattolica che ne fanno richiesta concorrono per 784 posti.

Al Politecnico si sale a 1.700 unità, di cui 1.000 assegnati con diritto allo studio, 200 dedicati a borsisti internazionali e visiting professor e 500 ad un cifra che va da un minimo di 3.000 euro l’anno a un massimo di 5.000. Su 10 mila richieste per il diritto allo studio, 3.000 richiedono un posto in residenza: 1.000 la ottengono, gli altri 2.000 rimangono fuori.

fonte: Milano Corriere