Claudia, Giulia, Michele e Miriam, quattro studenti universitari di Roma Tor Vergata, hanno vinto l’Amazon Innovation Award.

Un progetto nato da un’intuizione, dopo la visita in un magazzino, e sviluppato con una full immersion di due mesi.

L’idea dei ragazzi – un robot chiamato Xiva che sfrutta e rielabora una tecnologia di Amazon per migliorare le operazioni nei magazzini e ridurre la fatica dei dipendenti – è valsa un viaggio a Seattle, nel quartier generale della compagnia.

Qui gli studenti hanno presentato il progetto e raccontato la propria esperienza. Per qualcuno è una rivincita, per altri un’iniezione di fiducia in sé.

Sicuramente un passaggio formativo che ha consentito loro un primo contatto col mondo del lavoro. Un futuro prossimo a cui guardano con curiosità, timore e speranza.

Gli universitari vincitori dell’Amazon Innovation Award

Michele Baldassarre, Claudia Costanzo, Miriam Di Mario e Giulia Di Prospero se la sono giocata alla pari con il Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino.

Sono stati infatti i tre atenei italiani gli unici coinvolti da Amazon per il suo Innovation Award, giunto quest’anno alla terza edizione, per un totale di circa 400 studenti riuniti in squadre e pronti a presentare circa 80 progetti innovativi.

Quest’anno la sfida lanciata da Amazon agli studenti era relativa allo sviluppo di idee innovative per la gestione del magazzino e della logistica interna.

Il team vincitore è composto da tre studentesse di Ingegneria Gestionale ed uno studente di Economia. Il progetto da loro presentato è denominato “XIVA” e propone un perfezionamento della nota tecnologia “kiva” già in uso nei centri distributivi Amazon.

L’innovazione consiste nell’estensione delle funzioni di questi robot magazzinieri per comprendere operazioni di carico e scarico, migliorandone l’interazione con le persone anche dal punto di vista della sicurezza.

Gli studenti hanno presentato la loro idea sintetizzata nel formato “six-pager” richiesto da Amazon, completa però di una progettazione di massima, dimensionamento logistico, analisi costi-benefici, analisi di rischio e di impatto sui processi.

Il prof. Max Schiraldi ha svolto il ruolo di “tutor” supervisionando l’elaborazione di tutti i progetti degli studenti.

“La sfida ricadeva esattamente all’interno del mio tema di lavoro, io insegno Operations Management e sono stato il loro interfaccia con Amazon”.

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