Da qualche anno, l’università italiana ha introdotto la cosiddetta “carriera alias” per le persone che cambiano sesso.

Si tratta di un’identità provvisoria che sostituisce il nome di nascita con quello adottato; identità che dura almeno fino all’ufficiale rettifica anagrafica.

Una sorta di tutela per gli studenti universitari trans per essere riconosciuti nella loro identità: si immagini semplicemente il caso di non doversi presentare agli esami con il proprio aspetto femminile, avendo però nel libretto ancora un nome maschile.

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Studenti universitari trans: la situazione in Italia

Da una ricerca è emerso che in Italia solo 32 atenei pubblici su 68 danno l’opportunità della carriera alias.

E, tra queste, solamente 6 offrono ulteriori tutele come, ad esempio, il doppio libretto universitario.

Questo studio è stato realizzato da Antonia Caruso, Beatrice Starace e Tullia Russo, professioniste in design, ingegneria, comunicazione ed economia.

Loro hanno dato vita a Universitrans, primo progetto nazionale di mappatura digitale degli atenei pubblici.

Il portale offre anche informazioni utili per ogni ateneo, oltre ad aiutare gli utenti nelle pratiche amministrative.

Tullia Russo spiega che “si tratta di uno strumento che sopperisce a una lacuna giuridica”.

Anche perché il lasso di tempo tra la richiesta di modifica anagrafica e l’effettiva modifica varia da uno a tre anni.

“Un tempo così lungo, da inibire la decisione di un giovane di iscriversi all’università o di continuare gli studi”.

Antonia Caruso dice che “L’identità trans deve arrivare oltre i generi anche a livello burocratico. Il problema per i trans è che si dà più importanza a quello che c’è scritto sui documenti che alle persone”.