Dopo quasi quattro mesi mi ritrovo a casa con la famiglia, intorno a me i parenti e un tavolo pieno di cibo, la situazione perfetta per ingrassare e rilassarsi.

Passano i giorni e si portano via anche capodanno e, poco dopo, mi ritrovo a reimpacchettare tutto pronto per una nuova partenza.

Il mio stomaco, piegato dalla fatica delle mille mangiate, prende la cosa con uno spirito insolitamente positivo così come anche il mio spirito.

Certo un comodo letto in una stanza silenziosa, cari amici e buoni pasti sono una condizione di vita più che soddisfacente ma non è questo ciò che il mio spirito desidera.

In viaggio verso Austria e Germania

Dopo un centinaio di giorni sulla strada mi sentivo ancora carico di energie, come l’atleta dopo un breve riscaldamento, quindi più di tanto fermo non riesco a stare.

Chiappe in spalla (o meglio sulle spalle di Francesco) e si va.

Anche se l’idea originale era quella di andare per direttissima in Israele, la mia programmazione si rivela come al solito essere fatta per il solo scopo di essere mandata all’aria.

Da buon viaggiatore posso dire di aver amicizie nei luoghi più disparati ma, a differenza della maggior parte degli altri, se ho la possibilità cerco sempre di fare il possibile per reincontrare codesti individui.

Allora, invece di andare a sud, mi ritrovo con in mano un biglietto di Flixbus per l’Austria e, più precisamente, per Graz.

Qui passo 4 giorni ben scarni di contenuti, il tutto si limita a qualche cena con birretta e passeggiate tranquille per le vie di una città che non ha molto da offrire dopo le prime 24 ore di soggiorno.

Friburgo e Stoccarda

Se questa doveva essere la mia unica deviazione dal seminato si rivela invece solo la prima parte di un trittico che mi porterà anche a Friburgo e a Stoccarda.

Forse non la scelta più condivisibile dal mio portafoglio (che infatti protesta alacremente) ma al quale io non presto alcuna attenzione.

A volte nella vita bisogna semplicemente ignorare la logica.

La seconda tappa si rivela essere molto più avventurosa della prima.

In snowboard in jeans

Oltre alle solite cene in ostello mi ritrovo a fraternizzare con altri viaggiatori dalla quale cosa vede nascere altra cosa e il risultato mi porta a ritrovarmi per la prima volta nella mia vita con ai piedi una tavola da snowboard e sotto di me una dolce collinetta da solcare.

Nemmeno i miei vestiti adatti ad un fresco imbrunire alle Maldive mi impediscono di cimentarmi in questa simpatica impresa.

Sbatto, risbatto e mi accartoccio come la casta di un panino lanciata nella spazzatura.

A fine giornata il mio pelo è fradicio e le mie fibre doloranti (perché cadere con i jeans è diverso che cadere con una tuta imbottita) ma sopravvivo egregiamente.

Il secondo giorno l’avventura mi mette ai piedi 2 racchette da neve e una intera montagna da circumnavigare.

Tanto freddo, tante risate e tanta acqua nelle scarpe, questo il bilancio di un’altra bella giornata.

Quando ero arrivato qui non pensavo che avrei fatto grandi cose, non mi sentivo nemmeno realmente in viaggio poiché non erano posti che desiderassi esplorare e vivevo con uno spirito simile a quello che ho quando sono a casa, uno stato di semi-pigrizia.

Ma ancora una volta mi sono dovuto stupire della facilità con cui si possano vivere avventure anche quando non le si cerca.

Se non si chiude la porta alle opportunità esse arriveranno anche nei momenti più inaspettati.

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