Ed eccoci al giorno della partenza di questo folle viaggio, manco il tempo di realizzare la proporzione della stupidaggine che sto per fare e mi ritrovo legato come un salame allo zaino del folle.

Non si sta poi tanto male se non fosse che per strada la gente mi viene addosso senza nemmeno accorgersi della mia esistenza.

Vero che sono piccolo ma sono di un colore che difficilmente passa inosservato quindi gradirei la smetteste di spalmarvi contro la mia faccia altrimenti… non farò nulla ma sappiate che gli asini portano rancore per generazioni!

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In viaggio col peluche: da Milano a Sirmione

Dopo essere passati a Malpensa a prendere un paio di giovani umane che hanno tutta l’aria di essere amiche del mio carnoso bagaglio, ci dirigiamo in comitiva verso Sirmione.

Le pulzelle sembrano fin da subito familiarizzare positivamente con la mia presenza e la giornata al lago risulta molto piacevole.

La città anche se piccola è veramente graziosa, passeggiare per il centro facendo l’autoscontro con i circa quattro milioni di turisti non mina affatto il mio spirito e le cose da vedere dentro le vecchie mura non mancano.

Ma più di un giorno qui sembrerebbe sbagliato date le dimensioni quindi si va dritti a Venezia.

Venezia

Se volevi portarmi all’inferno potevi almeno prenderti la briga di avvisarmi però. Tutti questi canali, acqua e umidità ovunque, mi sento come un topo in trappola.

Esattamente, come speravi che io reagissi di fronte alle centinaia di possibilità che il mio fulgido pelo entri a contatto con quella schifosa sostanza trasparente a cui voi tanto siete legati?

Hai idea di quanto potrei soffrire? Ma tanto tu mica ci pensi perché hai da fare colpo sulle tue amichette portandole a vedere il Canal Grande o Piazza San Marco. E io qui muto in un angolo a lottare all’arma bianca con i piccioni che sembrano stranamente incuriositi dalla mia presenza!

Andiamocene subito! Della bellezza del posto non mi frega assolutamente nulla.

Molto meglio le verdi colline toscane, quelle si che mi fanno palpitare la moquette.

Toscana

San Gimignano, Siena, Firenze, tutti questi strani tizi incapaci di pronunciare le c ma cordiali come se fossi uno dei loro figli! Vi amo tutti.

Ogni via trasuda arte e bellezza e tutti questi giovani studiosi rendono l’aria frizzante e piena di vita. Andando in giro poi le donzelle appaiono meravigliate alla vista delle verdi collinette che, stando alle loro parole, non esistono da dove provengono.

Vederle scattare decine di foto ad un praticello o a qualche vicoletto dall’aria antica mi fa molta specie, in un primo momento mi pongo dei legittimi interrogativi sulla loro effettiva sanità mentale ma poi mi rendo conto che alcune cose assolutamente normali per me possono effettivamente essere fonte di stupore per coloro abituati a ben altri panorami, portandomi ad osservare sotto altri occhi quello che solitamente tendevo a dare per scontato.

A questo punto Francesco, preso dalla foga di fare il figo, propone loro di accompagnarle a vedere le montagne che si trovano dalle sue parti. Ci mancava! Queste vengono a vedere le meraviglie di quella terra lontana fatta di arte e cultura chiamata Italia e tu le proponi di fare un giro in un villaggetto di 4000 anime?!

Ti hanno svezzato a latte di volpe immagino.

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