Dopo la Toscana, un po’ di mare sembra d’obbligo a quanto pare. Nonostante le mie vivaci proteste questi non vogliono sentire ragioni e mi portano alle Cinque Terre.

Almeno qui posso starmene a riva senza pericoli.

Poche ore fa eravamo nella bellissima Lucca ad ascoltare un concerto jazz scoperto a caso passeggiando la sera per le vie del centro ed ora siamo qui a salire le scale che ci portano in cima alla montagna che sta sopra Vernazza.

La vita è bellissima.

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Cinque terre… come essere felici

Anche se qui più che in altri posti il turismo dilaga, il panorama di questo paesello vale ogni seccatura alla quale si può andare incontro.

Forse solo 3 di questi 5 villaggetti (a detta di chi ha potuto vederli tutti) offrono una qualcosa di assolutamente unico, siccome a me non viene climaticamente concessa questa opportunità, mi limiterò a parlare di questa e dell’indimenticabile aperitivo al tramonto dalla terrazza di Corniglia, a cui chiunque dovrebbe assistere.

Ma, secondo una famosa ed insindacabile legge scientifica, ad ogni gioia corrisponde sempre una fregatura uguale e contraria.

Come da consuetudine, le pulzelle adorano sostare ore ed ore nelle (purtroppo) centinaia di negozietti di abiti che costellano ogni zona turistica, comprando il loro equivalente peso in vestiti e accessori, relegando me e il mammifero-taxi ad annoiarci e inveire su una panchina ombrosa.

Ponendoci il legittimo quesito di come tutta questa roba verrà poi stipata nelle valige ricolme.

Ma il problema non ci compete, la pioggia invece sì.

Una giornata da cestinare, su 14, è comunque una ragione per essere felici.

In viaggio nella perfezione

Via verso i monti, nell’ennesima tappa che regala un coccolone alle fanciulle non abituate a cotanto spettacolo messo in scena da madre natura.

Ci si rilassa con qualche bella scampagnata in mezzo ai boschi.

Il rumore del frusciare delle foglie, rotto saltuariamente dal cinguettio di un uccellino, il tutto in un ambiente che profuma e colora di autunno, è qualcosa che difficilmente si potrebbe descrivere a chi non lo ha mai vissuto e che giustifica appieno l’emozione della prima volta.

Se poi il giorno seguente basta prendere la macchina e guidare mezz’ora per ritrovarsi a scarpinare ad oltre 2000 metri…

Allora il quadro della perfezione è completo!

Devo ammettere che queste 2 settimane sono riuscite a risvegliarmi in parte da quel torpore tipico di chi tende a dare per scontato il mondo che lo circonda.

Vedere la gioia negli occhi di altre persone, mentre osservano la mia quotidiana realtà, mi ha ricordato che tutto questo è normale solo a me.

Un paese dove basta guidare poche ore per passare dalle città d’arte a mari limpidi fino alla nuda roccia di picchi montuosi unito ad una situazione di pace stabile e benessere più o meno diffuso, mi ha fatto porre più di un interrogativo su quelle continue lamentele che alcuni dei miei compatrioti sono soliti muovere a riguardo di una nazione che, al netto di innegabili difetti, ha comunque un valore medio altissimo.

La dannazione del bicchiere mezzo vuoto non l’ho mai capita… ma, in fin dei conti, l’asino sono io.