Terminata questa piccola epopea italiana e osservato le turiste andarsene non senza versare qualche batuffolo di cotone in preda alla tristezza, finalmente è tempo di volgere lo sguardo verso est e, nello specifico, alla Slovenia.

Qui noto con mio profondo rammarico che Flixbus non è annoverato tra le sette meraviglie del mondo moderno.

Credo che scriverò presto una petizione al “signore che fa diventare meravigliose le meraviglie” perché questa cosa non ha alcun senso.

Via verso la Slovenia

Con pochi spiccioli, comunque, raggiungo Lubiana, piccolo angolo felice di mondo.

Tutto è a misura d’uomo, anche se i prezzi non sono propriamente quelli che ci si potrebbe aspettare dopo aver valicato il confine orientale.

Ma andranno a migliorare mano a mano che mi avvierò verso sud.

Lo spilorcio detentore del potere decisionale sceglie come sistemazione il classico ostello economico dove è sempre facile incontrare qualche simpatico caso umano.

Questo non differisce affatto dagli altri, portandomi a parlare con quello che si fa la doccia con in testa ben saldo il suo cappellino di lana invernale, quell’altro che vuole girare trenta (Sì TRENTA) Paesi europei in meno di quattro mesi restando in ognuno di essi al massimo tre giorni, mangiando una busta di patatine del supermercato come pranzo e un paio di sottilette col pane per cena (amico mio se non migliori la tua dieta non saranno i soldi ad impedirti di completare il tuo programma) o ancora i tre genialissimi ragazzi che hanno tentato di attraversare la frontiera croata usando come documento di identità la tessera della palestra (COMPLIMENTI CAMPIONI) e che sono ovviamente rimasti la al confine facendo ciao ciao con la manina a quello che un tempo fu il loro bus per Zagabria.

Il lago di Bled

Ma prima di questo, altre cose sono accadute: quindi torniamo ai luoghi esplorati lasciando, per il momento, da parte questa esilarante sequela di problematici individui per parlare di quella che è stata una piacevolissima scoperta, il lago di Bled.

Sicuramente una delle mete più fotografate d’Europa, tanto che se si scrive tal nome su Google si può facilmente reperire l’immagine dello stesso da ogni singola gradazione angolare che la geometria sia mai riuscita a misurare.

Solitamente tali posti sono l’ideale per incrementare la propria sfiducia nei confronti del mondo poiché la realtà tende ad essere sempre e solo lontana parente della bellezza idealizzata tramite accurata ricerca sull’internet.

Con mia profonda sorpresa non è questo il caso, la meraviglia è presente e palpabile al 100%.

Le circa cinque ore di camminata più arrampicata su punto panoramico valgono tutto lo sforzo da me fatto nel rimanere attaccato pazientemente allo zaino mentre la cariatide camminava allegramente.

Da consigliare ad amici e parenti del bosco dei cento acri.

In Croazia

Tempo di nuovi spostamenti il che significa Croazia.

Dopo le vicissitudini del confine mi ritrovo a Zagabria nel quale poco o nulla accade. La stessa città non ha nulla da offrire al turista curioso, molto di più al giovane studente poiché la vita notturna è davvero vivace e ricca di bellissimi locali, ma inutile aggiungere altro.

Molto meglio Korenica, luogo di soggiorno per chi non ha reni a sufficienza per pagare alberghi costosi intorno a Plitvice ed i suoi laghi.

Il piccolo ostello è meraviglioso e ricco di giovani (e meno giovani) viaggiatori, la sera ci si ritrova tutti intorno al tavolo a chiacchierare di tutto ciò che una trentina di persone che provengono dai quattro angoli del mondo possono avere da dirsi.

Io ovviamente sono utilizzato come fossi un trofeo, vengo presentato a tutti che mi guardano con stupore e meraviglia. Mi accarezzano la testa e giocano con la mia coda ma sono felice lo stesso.

Alcune di queste ragazze sono carine e non vedono l’ora di seguirmi su Instagram. Mi sento un figo.

Il giorno seguente si va a vedere il parco tutti insieme, nonostante mezza popolazione mondiale sia qui oggi poco importa. I laghi e le cascate sono bellissimi e la compagnia non potrebbe essere migliore.

Per una volta, devo ammettere che il bipede ne ha fatta una giusta.

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