La parentesi serba si conclude con la dovuta calma e dinnanzi a me si palesa una strada che non avrei mai pensato di percorrere.

Il nuovo consumatore di ossigeno propone di passare attraverso la Macedonia per raggiungere la Romania invece di farlo in modo diretto.

Tralasciando facili battute al gusto di frutta devo ammettere che mai nella vita avrei pensato di recarmi in tal nazione.

Un luogo che raramente viene menzionato tra gli itinerari di un viaggio qualunque.

Ma se piacere della scoperta e avventura sono i miei compagni di viaggio perché rifiutare di offrire a questo Paese una onesta possibilità di farsi amare?

Biglietto sola andata per Skopje, avanti tutta.

Via verso la Romania

Questi sfrenati giorni divisi tra lo stare seduti in una macchina in Serbia e lo stare seduti in un bus verso la Macedonia devo ammettere che sono carichi di emozione e frenesia ma ora vorrei anche scendere giusto per fare quattro passi. Il mio sedere sta assumendo sempre più una forma discoidale e ritengo che il mondo sia più bello senza un finestrino di mezzo che mi separa da esso.

Per una volta vengo ascoltato, forse perché il mio solito charme ha fatto centro ancora una volta o forse perché porre tal richiesta con un coltello in mano minacciando di tagliare le gomme di un futuro ed eventuale mezzo di trasporto utilizzato nelle 48 ore successive mi ha donato quella credibilità necessaria agli occhi dei compagni.

Ecco Skopje

Skopje mi accoglie con un mix incredibile tra il nuovo e l’antico, l’est e l’ovest, il pacchiano e il modesto tutto amalgamato in pochi chilometri.

Eh sì, perché la capitale di questo paese pare voglia candidarsi alle olimpiadi del kitsch edizione 2022.

Palazzoni giganti alti 20 metri ornati con colonne greche mastodontiche, ponti con  leoni di bronzo grandi quanto dei camion, una ruota panoramica stile London Eye in costruzione sulla riva del fiume e un numero incalcolabile di statue (è la città con più statue in Europa a quanto pare) che culminano con quella alta 30 metri di Alessandro il macedone a cavallo fatta a fontana con luci cangianti la notte. Un vero spettacolo pirotecnico dell’eccesso che però non disturba mai per davvero.

L’intenzione non è celata ne omessa, lo scopo è offrire al futuro turista un qualcosa di unico in Europa, una ragione che lo spinga qui. Che poi la stessa sia discutibile a nessuno importa davvero.

Dall’altro lato poi c’è sempre la parte antica fatta di bazar, locali tipici e gente comune per chiunque sia interessato.

Qualche giretto qua e là, un paio di foto a cui mi presto sempre qualora mi venga richiesto, è palese che la fotocamera mi ama.

E io non voglio sottrarmi a tale idilliaca relazione, e ci dirigiamo a sud passando tra parchi nazionali, canyon e paeselli.

viaggio macedonia2

Ohrid, una città che sa farsi amare

Tutto molto carino senza nessun sussulto che tocchi l’eccelso, ideale per una vacanza economica all’insegna della natura.

Con la città di Ohrid che sa farsi amare: lago limpido, montagne, qualcosa da fare la sera mista a pace e serenità diurna.

Potrei scriverne per ore di posti belli che però non posso dire che abbiano lasciato il segno ma perché sprecare inchiostro per alberelli e fiumiciattoli quando potrei invece scrivere di Maren?

Chi è Maren? Beh Maren è forse la persona più eccezionale che abbia conosciuto in tempi recenti, incontrata per caso a Ohrid durante una passeggiata in centro.

Non che le altre non fossero speciali ma semplicemente non erano come lei.

Ultimi 4 anni trascorsi a girare il mondo

Una ragazza di 27 anni che ha passato gli ultimi 4 girando il mondo facendo solo e soltanto autostop (salvo casi in cui tale era fisicamente impossibile) e dormendo sempre in tenda in luoghi di fortuna passando dalle fredde distese dell’Alaska fino ai torridi deserti dell’Arabia Saudita.

Il tutto da sola senza internet e per il puro piacere della scoperta.

Mi racconta di quando ci mise 3 giorni per trovare un passaggio in mezzo al deserto, della discesa in canoa per quasi 2 settimane lungo i fiumi del Canada, di quando piazzò la tenda nel cortile di una casa in Giappone per mettersi al riparo da un tifone che infuriava, della volta che passò settimane davanti l’ambasciata russa sempre in Giappone arrivando perfino a dormire sulle scale della stessa pur di farsi rilasciare un visto di transito al fine di di poter ritornare in Europa sempre facendo autostop o ancora del suo soggiorno in Papa Nuova Guinea, il luogo meno turistico al mondo, dove quasi ogni giorno scoppia una rivolta civile e non esiste “barriera” che separi il visitatore dalla brutale realtà.

Storie incredibili e meravigliose di una persona capace di infrangere timori e vincoli tramite forza di volontà e fiducia nell’umanità.

Una persona che ha basato il proprio cammino sulla ferrea convinzione che le persone sono di animo gentile e non bisogna chiudere la porta a chiave cercando di proteggersi da esse ma bensì uscire ed aprirsi al mondo poiché esso ci ripagherà con la stessa moneta.

Le dico che dovrebbe scrivere un libro e che se non le andasse di farlo sarei felice di sobbarcarmi tale onere perché sono assolutamente certo che potrebbe ispirare migliaia di donne a vincere le paure quotidiane causate da una società che troppo spesso non le difende abbastanza ma dalla quale, lei, ha dimostrato che non occorre scappare e nascondersi bensì uscire e combattere armati di buona fede ed una sana dose di smaliziata arguzia.

Dopo 4 anni e ad una settimana dal suo ritorno a casa posso affermare senza dubbio alcuno che Maren ha dimostrato di avere ragione.

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